Nella lingua, appari come il fiore innocente. Ma sii la serpe che vi si cela sotto. Lady Macbeth (Atto I, Scena V).
Se un giorno, in un'altra vita, fossi una grande attrice di teatro acclamata dal pubblico o semplicemente se in questa vita trovassi il coraggio di salire sul palco del teatro parrocchiale un venerdì sera qualunque, davanti ad una platea vuota ed in penombra, dopo che catechisti, educatori e frequentatori della parrocchia fossero andati via, mi piacerebbe cimentarmi nel celebre monologo di Lady Macbeth tratto da questa immensa tragedia.
A parte la grande boiata appena scritta, ho ripreso Shakespeare dopo anni da quando lo lessi all'Università e forse non ne apprezzai fino in fondo la grandezza. All'epoca il corso di studi era incentrato sulle commedie: La bisbetica domata, La tempesta, Come vi pare, Il mercante di Venezia (beh, in effetti il monologo di Shylock sugli ebrei mi aveva già dato i brividi allora).
