La teoria del tutto è un film biografico su una delle più brillanti menti ancora viventi (quoziente intellettivo tra 160 e 165, si dice): Stephen Hawking, fisico, cosmologo e astrofisico inglese, celebre per i suoi studi sui buchi neri e sull'origine dell’universo, nonostante la grave malattia degenerativa, l’atrofia muscolare progressiva, che lo ha condannato alla completa immobilità dei muscoli e quindi ad esprimersi solo attraverso un sintetizzatore vocale a impulsi cerebrali.
Alla proiezione del film, ho assistito insieme ad altre cinque paia di occhi, che, come i miei, si sono più volte velati di commozione di fronte ad una storia che, senza troppi sforzi, poteva prestarsi come materia grezza per un riuscito pasticcio melodrammatico: un successo annunciato, insomma, dalla crudele malattia che imprigiona i muscoli di Stephen fino a ridurlo ad una larva, ma non intacca la sua lucidità mentale ne' il suo arguto spirito.
