L'estate è alle porte, ormai. Anzi, in quanto a temperature, da queste parti ci siamo abbondantemente dentro. Col primo caldo, inizia la spasmodica ricerca di refrigerio, per il corpo e per lo spirito. Mentre per il corpo bevande fredde e ombra (possibilmente generata da un ombrellone in riva al mare, accarezzati da una piacevole brezza) offrono una soluzione più che soddisfacente, per la mente abbiamo bisogno di leggerezza.E nell'immaginario collettivo in cui tutti i TG italiani ci relegano, negandoci qualsiasi possibilità di distinguerci, il bisogno di leggerezza può essere soddisfatto da quell'aberrante odiosa categoria di libri adatti alla "lettura da ombrellone".
Sarò stata una bambina e poi un'adolescente problematica (molto probabilmente questo fa di me anche una giovane adulta problematica), ma da bambina e ad adolescente, al mare non leggevo, mentre trascorrevo i pomeriggi estivi in compagnia di letture di pari dignità di quelle "impegnate" destinate a stagioni più nobili: l'autunno e l'inverno.
